La Venere e il Boia
Quel giorno in cui i loro occhi si incrociarono era un caldo pomeriggio d'estate.
Lui scuro di capelli, dall'aspetto tonico e muscoloso, lei esile, bionda, quasi nordica.
La loro unica colpa l'essere tanto diversi.
Lui la cinse, lei con un fremito si voltò...si baciarono appassionatamente sotto l'ombra di un pino, lì in quel giardino imperiale, luogo magico dove si incontrarono e rincontrarono.
Lui però era un boia, non per scelta, ma costretto. La sua un'infanzia terribile; solamente le carezze della sua Venere riuscivano a lenire ogni dolore dell'anima.
Un giorno qualcuno li scoprì e il boia finì in quell'orribile prigione del castello. Era un buco interrato dal quale si intravedeva la luce.
Solo silenzio, freddo, lamenti; tutto si alternava con un ritmo regolare ed incessante. Era lì completamente inerme...nella sua mente lei, con quel vestito bianco che gli sorrideva dolcemente...ma svaniva e ritornava come un fantasma.
Sentiva di impazzire. Era stanco, sfinito. La notte era gelida. Solo quei ricordi lenivano a tratti le sue pene.
Lei invece era là, nella sua stanza a piangere disperatamente per quell'amore impossibile che la vita prima aveva donato, poi tolto crudelmente.
Lui chissà cosa avrebbe dato per rivederla un'ultima volta...aveva bisogno di lei...
Come una goccia d'acqua cerca sempre il mare, così la sua anima cercava la sua, ma inutilmente...
Destino impietoso.
Le sue mani si volsero al cielo dove immaginava il suo bel viso, dove cercava di afferrarlo, ma ricadde ed immaginò le labbra di lei a sfiorare la sua bocca, per riempire quel vuoto, quella disperazione.
La notte fu lunga a straziante. Rimase in quel luogo gelido e solo al mattino la luce del sole entrò ed illuminò il suo corpo, ormai inerme.
Lei scappò dalla sua stanza e corse sotto l'ombra di quel pino a rifugiarsi.
Si sedette e con gli occhi pieni di lacrime ripensò ai momenti trascorsi con lui.
Un alito di vento improvviso scompigliò i suoi lunghi capelli. Sentì un brivido intenso e capì... La sua anima sussultò come ad incontrare l'anima di lui.
Una lacrima scese e cadde su una piccola margherita...era proprio come quella che lui raccolse per lei il giorno che la incontrò...
Ma lei era una Venere, lui un Boia.
(Elly, scritto ispirata dalle Prigioni nel Castello di Monte Sant'Angelo, in foto)
Lui scuro di capelli, dall'aspetto tonico e muscoloso, lei esile, bionda, quasi nordica.
La loro unica colpa l'essere tanto diversi.
Lui la cinse, lei con un fremito si voltò...si baciarono appassionatamente sotto l'ombra di un pino, lì in quel giardino imperiale, luogo magico dove si incontrarono e rincontrarono.
Lui però era un boia, non per scelta, ma costretto. La sua un'infanzia terribile; solamente le carezze della sua Venere riuscivano a lenire ogni dolore dell'anima.
Un giorno qualcuno li scoprì e il boia finì in quell'orribile prigione del castello. Era un buco interrato dal quale si intravedeva la luce.
Solo silenzio, freddo, lamenti; tutto si alternava con un ritmo regolare ed incessante. Era lì completamente inerme...nella sua mente lei, con quel vestito bianco che gli sorrideva dolcemente...ma svaniva e ritornava come un fantasma.
Sentiva di impazzire. Era stanco, sfinito. La notte era gelida. Solo quei ricordi lenivano a tratti le sue pene.
Lei invece era là, nella sua stanza a piangere disperatamente per quell'amore impossibile che la vita prima aveva donato, poi tolto crudelmente.
Lui chissà cosa avrebbe dato per rivederla un'ultima volta...aveva bisogno di lei...
Come una goccia d'acqua cerca sempre il mare, così la sua anima cercava la sua, ma inutilmente...
Destino impietoso.
Le sue mani si volsero al cielo dove immaginava il suo bel viso, dove cercava di afferrarlo, ma ricadde ed immaginò le labbra di lei a sfiorare la sua bocca, per riempire quel vuoto, quella disperazione.
La notte fu lunga a straziante. Rimase in quel luogo gelido e solo al mattino la luce del sole entrò ed illuminò il suo corpo, ormai inerme.
Lei scappò dalla sua stanza e corse sotto l'ombra di quel pino a rifugiarsi.
Si sedette e con gli occhi pieni di lacrime ripensò ai momenti trascorsi con lui.
Un alito di vento improvviso scompigliò i suoi lunghi capelli. Sentì un brivido intenso e capì... La sua anima sussultò come ad incontrare l'anima di lui.
Una lacrima scese e cadde su una piccola margherita...era proprio come quella che lui raccolse per lei il giorno che la incontrò...
Ma lei era una Venere, lui un Boia.
(Elly, scritto ispirata dalle Prigioni nel Castello di Monte Sant'Angelo, in foto)
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