Pensando.A volte mi capita di osservare la tracotanza di chi, solo perché ha pubblicato un libro, o ha guadagnato un po' di strada, si permette di considerare con un'aria di "superficialità" gli scritti e le personalità altrui.
Anche sui social questi "magnati" della scrittura operano una cernita nelle amicizie, ti aggiungono o eliminano come vezzi da cicisbeo, forse per il loro modo di pensare "unico ed insindacabile".
Non é che il compito di un alunno/a abituato a prendere 10 in italiano può avere lo stesso riscontro di chi a malapena prende la sufficienza. Può capitare benissimo che quest'ultimo con frasi ad effetto, spiazzi totalmente il "capoccione" (piccolo esempio).
In ogni campo, ma soprattutto quello della scrittura, sto notando il vortice delle "cerchie". O ne fai parte o ne sei fuori. In tutto e per tutto. Poi lecchinaggi a destra e a manca. Frequentazioni, ossequi e ostentazioni. Ma quanti ci sono là fuori con una fantasia fervida nello scrivere e senza alcun mezzo? Non affermo questo perché parte in causa sullo scrivere un libro di qualsivoglia genere, perché mi interessa scrivere solo articoli ed interviste. Però non so se restare più stupita o amareggiata da simil andazzo "classista letterario".
La verità é che, pure se si "sa", non sempre si "fa" e non solo per mancanza di possibilità, ma anche e soprattutto per "ostruzionismo".
In ogni campo:
Vincente non é chi lo é, ma sa di "non esserlo".
E Perdente non é chi lo é, ma sa di "non esserlo". (Elly)
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