domenica 1 maggio 2016

Riflessioni

Posto questa foto con una riflessione. Me l'ha scattata mia figlia dopo aver entrambe "divorato ingordamente" due maxi porzioni di patatine fritte nonché di pizza. Mi viene da pensare a tutte quelle persone che stanno sempre a criticare e giudicare la "fisicità" altrui. Non credo proprio che esista un modello "prototipo" ideale per tutti. Mi é bastato dire a mia figlia "Forza andiamo! Stai appollaiata!" E lei "Allora vorresti dire che sono grassa come un pollo!!!". "Ma no!". E invece spesso si dimentica la sensibilità di chi abbiamo di fronte. E non é poi neanche una questione di età, perché se le ragazzine sono vulnerabili, anche chi é più adulto non é da meno. Ricordo che a 16 anni mi dicevano alcuni che ero grassottella e me ne feci una vera malattia, tanto da arrivare a 40 chili. Ma riuscii a superare quella fase perché esistono sempre dei veri amici che ti giudicano per quello che sei dentro. Forse il nostro corpo é uno scudo, ma più passano gli anni e più "non mi piacciono" gli apprezzamenti sulla grassezza o meno di una persona. Come non mi piace sentire "Quello é robusto/a o bello grosso/a o smilzo/a". Questi canoni dell'essere grassi o magri dove cavolo mai sono enunciati, quando non si tratta di casi eclatanti di salute? Sfoglio giornali di moda e noto modelle anoressiche che mettono un'angoscia! Noto poi ragazze/i bellissime/e dai fisici perfetti che si creano problemi inesistenti. Donne che alcuni direbbero in carne, ma che hanno tanta bellezza e luminosità! Forse chi sta tanto a guardare e giudicare le proporzioni corporee degli altri, non ha ancora trovato una propria dimensione. Però prima di fare espliciti apprezzamenti o meno, la cosa migliore sarebbe lasciare tali giudizi silenti e nella propria mente, perché non sempre chi si ha di fronte ha una stabilità emotiva consolidata sulla propria fisicità. La stima che ognuno ha per sé non é innata, almeno per tutti e cmq mi piacerebbe che come inversione di tendenza, dilagassero più "compiacimenti". Alla fine abbiamo tutti lo stesso scheletro, ma sarebbe meglio parlare con il cuore e non con gli occhi, inclusa me quando sbaglio...
                                                                                                                            Elly

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