Ti ritrovi...Quella mattina é afosa...troppo...al semaforo un altro ancora che chiede di poter lavare il vetro.
"Ma come?", pensi, hai giusto le monete per il parcheggio!
Fai cenno di no, non ti ascolta. Getta subito dell'acqua e inizia a insaponare il vetro. Ti fermi un attimo e resti attonita, in fondo se pur minima cosa, ti sembra una violenza...se uno dice di no é no! Poi lo osservi. Lava il vetro con la massima cura chinandosi con fare umile e rispettoso e, ti ritrovi...
Ti ritrovi a pensare perché.
Ti allontani dopo aver frettolosamente dato delle monete e con uno sguardo sullo specchietto retrovisore ti vedi diversa...sì, gli occhi appesantiti ed il volto cambiato. Mentre parcheggi alzi con il dito uno zigomo e capisci...
E ti ritrovi a pensare perché.
All'entrata del centro commerciale noti un bel signore che spinge una carrozzina. Di sicuro é la sua compagna, sofferente, sorride a malapena. Ti rattristi e ti ritrovi sempre con il tuo perché...
Ancora persone che elemosinano, l'aria rovente e vecchietti che camminano a malapena e ricordi tutti quelli che hai visto in ospedale, affranti, rassegnati, spenti. Ma anche tu...pensi...un giorno, allora perché...
Sorridi imbattendoti in ragazzini che si tengono per mano. Hanno una cuffia divisa in due e si guardano teneramente. Sognano. "Ma non si può svegliare chi sogna".
Un giorno anche per essi qualcosa cambierà.
E ti ritrovi sempre con il tuo perché.
Ormai assorta e seriosa ti aggiri per il centro osservando frettolosamente le vetrine.
La prendi quella scala mobile che tanto ti attirava da ragazzina, ma fai una cosa diversa. Appena sali cominci a camminare frettolosamente, quasi a correre, più veloce della scala. E le senti quelle emozioni. La passione, l'amore, la tenerezza, le vibrazioni della musica, le ali per sognare, un antidoto ai perché. In un attimo sofferenze, ingiustizie e patemi sembrano volatilizzarsi. È l'anima che sta volando. Il corpo non lo senti. Sei in alto.
Da un terrazzo resti abbagliata dal sole che volge al tramonto. Ti copri gli occhi, ma non resisti, ti avvicini sempre più per guardare. In fondo lo sai. Vorresti solo capire, solo vedere, solo sapere. Ma non puoi e ti abbagli. Allora devi riscendere, distogliere lo sguardo dal sole e tornare al parcheggio.
E forse hai capito qualcosa.
Seduta in auto ti ritrovi sempre senza sapere il perché, ma quel volare correndo sulla scala mobile, la luce, rispecchiano quelli, gli istanti, gli attimi di felicità, i piccoli e rari diamanti nella vita...che riescono anche ad assopire i perché...
P.s.: per alleggerire lo scritto..."E perbacco, gli spiccioli rimasti per il parcheggio non bastano! Stavolta con una risposta concreta al perché...l'imprevisto del lavavetri" Emoticon win Elly
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