mercoledì 11 maggio 2016

Il vestito bianco

Lo aveva ritrovato su facebook dopo tantissimi e lunghissimi anni. Il suo nome non lo avrebbe mai dimenticato. Gli scrisse dicendogli chi era. Lei non aveva foto. Mara ormai a 69 anni aveva rinunciato ad apparire. La vita l'aveva messa di fronte a dure scelte; già da quando aveva 18 anni. Lei e Luca si erano diplomati insieme. Stessa classe, stessi amici, diverso destino. Si scrissero. "Come va la vita a Lecce? Hai incontrato qualcuno dei vecchi compagni?". "Sì, Luca, ma solo Anna e Rita. Sai che sabato devo andare a Milano. Purtroppo é venuta a mancare una mia vecchia zia". "Davvero! Anche io sabato prenderò il treno per Rimini. Devo andare da mia figlia. A questo punto prendiamo lo stesso treno. Potremo salutarci almeno, dopo tutti questi anni!". "Forse fin troppi" gli scrisse Mara, "chissà se mi riconoscerai!". Il treno correva velocemente lungo le stazioni. Luca si era trasferito ad Ancona per lavoro appena diplomato e lei invece fu quasi costretta a rimanere a Lecce perché la madre era malata e nessuno poteva accudirla. Scelte di vita che segnarono profondamente entrambi.
Aveva un vestito bianco di cotone, lungo quasi fino alle caviglie. Una scollatura castigata e un caschetto grigio. Mara era una donna molto alta, però con gli anni aveva messo un po' di peso. Osservava la sua immagine riflessa nel finestrino. Da giovane le piaceva scoprire i lineamenti... ora non più. Non si era sposata e non aveva avuto figli. Portava sempre una cuffietta perché adorava ascoltare la musica. "E con le mani amore, con le mani ti prenderò... e senza dire parole nel mio cuore ti porterò..." la canzone di De Gregori la emozionò. Poi con il braccio sfiorò il suo petto e per un attimo si rattristò. Aveva subìto una mastectomia che le aveva lasciato cicatrici indelebili. "E non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu..." continuava la canzone e i suoi occhi si fecero ad un tratto sognanti. Ad Ancona salì un uomo leggermente irrobustito. Lei l'aveva già visto sul social. Indossava un impermeabile beige e un enorme cappello nero. Appena lui la vide notò il vestito bianco. I lembi si intrufolarono tra i sedili. Ritornò indietro di 50 anni in un battito d'ali. "Attenta o mi strapperai il vestito!!! Lasciami! Mettimi a terra!!" urlava lei, mentre su quella spiaggia, intorno ad un fuoco vivace, illuminati da un roseo tramonto, lui la prendeva in braccio e correva fremente. Erano giovanissimi, pieni di vita. Pieni di sogni. Pieni di passione.
"Questa volta non é colpa mia se ti si strapperà qualche lembo del vestito...o vuoi che ti prenda ancora in braccio?". "Stai scherzando? Non credo riusciresti!", puntualizzò sorridendo lei. Dopo che si erano salutati con un mezzo abbraccio, si sedettero frontalmente ed iniziarono a raccontare ognuno di sé. Lui poggiò il cappello sul tavolino. Il treno continuava la sua corsa in avanti, ma la loro era all'indietro. Ripercorsero molti ricordi. Mentre Mara parlava, Luca la guardava attentamente negli occhi, come rapito. Con le dita ad un tratto le sfiorò i lineamenti degli occhi. "Quanti segni ormai" sussurrò lei con aria dolcemente mesta. "Sei sempre bellissima" rispose Luca con sguardo estasiato. "Ti pareva! Il solito galante!".
Sembravano due adolescenti.
Una giovane mamma con un bimbo non poté non osservarli, restando incantata e pensando a quanto tutto ciò che il tempo scandisce sia relativo. Riuscirono a raccontare un po' delle loro storie. "Mi spiace Mara che tu non ti sia sposata. Io ho avuto 2 figlie e 4 nipoti. Una delle mie figlie vive a Rimini ed ha un problema di finanziamento. Ricordi la mia passione per gli studi di economia. Vado a vedere se posso aiutarla. Mia moglie non ha potuto accompagnarmi. Ha i suoi acciacchi". "Eh Luca, chi non li ha a quest'età". La fermata di Ancona era vicina. Luca si alzò e nello stesso istante Mara si sollevò dal sedile. "Aspetta ti aiuto!", gli fece alzando le braccia per raggiungere una ventiquattrore che aveva poggiato in alto. Di colpo si avvicinarono gli sguardi, gli occhi. Erano troppo vicini. La baciò. Fu un bacio intenso. Le labbra bruciavano di ricordi. Il fuoco di quel falò sembrava ardere tra i loro volti. Erano avvolti da fiamme lunghe, alte e pungenti. La giovane mamma rimase attonita. "Un applauso del pubblico pagante..." riecheggiava la canzone. "E con le mani amore, con le mani ti prenderò e nel mio cuore ti prenderò..."
Non volarono via. Il treno fermò ad Ancona. Lui scese con la borsa in una mano e nell'altra il cappello. Si fermò. Lentamente rindossó quell'enorme cappello nero. Lei lo guardò dal finestrino. Lui non si voltò. Nemmeno per un istante. Non poté farlo. Un bimbo gli corse incontro e si aggrappò alla gamba. "Nonno nonno dai non ti commuovere così! Quante lacrime! Piangi più di me di quando la mamma mi mette in punizione!"
"...così la donna cannone
quell'enorme mistero volò
tutta sola verso un cielo nero
nero s'incamminò,
tutti chiusero gli occhi
l'attimo esatto in cui sparì.
altri giurarono spergiurarono
che non erano mai stati lì...", continuavano le note.
Con quel vestito bianco, né da madre amante sposa... Mara gettò il suo cuore tra le stelle.
Elly
N.b: la musica e le canzoni riescono ad arrivare fino al cuore.
https://m.youtube.com/watch?v=1UQgMe9DZhs

domenica 1 maggio 2016

Il viaggio

Il viaggio

Dovevo trovarmi lì, per una promessa fatta da tempo; accompagnare mia figlia che voleva conoscere la grande città. Non solo grande. Parlo di Milano.
Andata e ritorno con l’intercity; soggiorno in albergo tra le offerte migliori e più convenienti sul web.
Camera 223, prego!”.
Gentilezza e cortesia senza alcun dubbio.
La differenza.
Un amplificatore sembrava ingigantire la prospettiva; rumori, strade, auto, semafori, case…e persone.
Le informazioni richieste prontamente esaudite, con precisione quasi minimalista. Chissà perché, ma ad un tratto mi è venuto in mente l’anziano signore che una volta a Napoli, per indicarmi una via, gesticolò simpaticamente ed allargò così tanto le braccia da condurmi figurativamente.
Deve prendere la linea gialla!”, invece… “Cosa sarà mai! Una circolare, un tram?”, penso tra me, ma per una sorta di vergognosa reticenza, esito dal chiedere ancora.
È solo un’informazione, un dettaglio che forse non è stato aggiunto perché è assodato che sapessi…
Invece proprio lui, il cameriere di un bar vicino, con un fisico tornito ed un sorriso che mi convince “È una linea della metropolitana”.
Sì, ha capito. Siamo vissuti accecati e forse troppo scaldati dallo stesso sole del Sud.
Eccola che arriva. Un suono epico, da Apocalisse. Velocissima, istantanea. Viaggio di sola andata per l’Inferno, sembrano declamare i sibili delle rotaie. Ci sono dentro ormai. Suoni lunghi e strozzati come voci dall’Ade. Figure ceree, eteree, soffuse. Corpi senza volti che si accalcano e dissolvono in istanti a tratti interminabili.
Lo sguardo si fissa su particolari. Il viso di una donna pensierosa, il giovane con la valigia. I suoni sferzano ritmi ormai cadenzati. No. Ecco che se ne ode uno ad infrangere il tutto. Il tocco sordo a terra di un bastone. È lui, un mendicante, cereo, ma non etereo o beffardo come il mendico Iro. Si distingue nettamente con la sua mano nera che richiama quel vortice in cui entra ed esce la metro. Finalmente fuori. Aria. Palazzi e un po’ di verde, meno male. Le visioni mi appaiono filtrate, come attraverso lenti opache e la stessa realtà si opacizza. Osservo vetrine, muri e cornicioni simili a schizzi geometrici. Una fila cadenzata di individui che corrono in una direzione. Silenzio. Semaforo rosso. Auto e pedoni si incrociano come rette e semirette, scambiandosi i ruoli. Tutto di fretta, tutto in fretta. Non ho fatto in tempo. Non sono riuscita a cogliere quell’attimo più vivido, che esplicasse ”un senso”.
Sguardi su un orologio, su un cellulare, occhiate fugaci. Ma lui non c’è, non lo percepisco ancora, eppure c’è, ne sono sicura. È in ognuno di loro, solo che la vita che sembra sfuggire, lo cela, lo filtra.
Poi il sole timidamente spunta all’orizzonte. Ed appare ciò che non vedevo. In strada, eccoli, due giovani si stanno abbracciando; al bar, la cassiera sorride al cliente. La voglia di comunicare, la voglia di parlare di più, come un morbo si diffonde tra alcuni ed il sole inizia a scaldarmi, ma non sopisce il mio essere. Non riesco bene ad incanalarmi. Forse occorre il tempo, soprattutto la voglia.
Il mio sguardo infine è stanco, ho le orecchie sature, quasi tappate. Ritorno in albergo a dormire. Chiudo gli occhi e risento quei rumori. Le immagini scorrono veloci, come cortometraggi in bianco e nero.
Un particolare infine diventa roseo, quasi rosso e si distingue nettamente. È la mano di quel mendicante. Sì, è lì racchiuso quel senso, l’humanitas.
                                                                                       Elly                                       

La margherita

La margherita
In quella grande villa, circondata da grandi alberi e rovi spinosi, viveva Karin.
Era ormai sola da molti anni.
Quasi tutte le mattine, lungo la stradina a cui si affacciava una delle sue finestre, passavano una madre e una bimba con lo zaino per la scuola. "Cosa guardi? É solo una povera vecchia! Forza o faremo tardi!". La piccola Delia però, ogni volta guardava con curiosità Karin affacciata alla finestra e la salutava con la manina. Nell'altra portava sempre una margherita che raccoglieva lungo il tragitto. Peccato ci fosse sempre l'attenta madre a strattonarla!
Karin era una donna rimasta sola. Una donna che per tutta la vita cercava un "senso". I libri ormai erano l'unica compagnia. File e file in cui si perdeva ed ogni nuovo arrivato, lo sfogliava con cura, sperando di trovare maggiori risposte. Le piaceva rimirare dalla solita finestra le albe e i tramonti che si succedevano con costanza, ma non riuscivano a coprire quella sua insaziabile ricerca di verità esistenziale.
I giorni passarono ed essendo ormai anziana, arrivò il momento in cui le sue forze cedettero e rimase a letto. C'era Bice, una lontana parente ad accudirla. Un mattino, triste più del solito, con un cielo nero di pioggia, Bice aprì la finestra a cui Karin solitamente si affacciava, per rinfrescare la stanza. "Karin, guarda! Ho trovato questa piccola margherita proprio sulla finestra!". E la pose sul suo petto. Karin, ormai sempre meno vitale, la strinse a sé in una mano, mentre con l'altra teneva uno dei suoi tanti libri. Smise di piovere. Un raggio di sole entrò all'improvviso rischiarando il suo corpo, ormai esanime...
Passarono diversi anni.
"Vieni tesoro! Questa casa é in vendita! Cosa ne dici se domani la andiamo a vedere?".
Delia e il suo fidanzato si trovarono a passare lungo la stradina a cui si affacciava la finestra di Karin.
"Amore, lo sai che sono super impegnato con il lavoro! Vai pure tu! Mi fido di te".
"Sai, c'era sempre un'anziana donna affacciata a quella finestra e mia madre non mi permetteva di salutarla come avrei voluto!".
"Allora saluta me con un bacio!" e la strinse forte.
"Sei il solito!", lo guardò negli occhi sorridendo.
L'indomani Delia si recò con l'addetta dell'agenzia a visitare la casa.
"La avverto, ci sono ancora dei vecchi mobili e qualche scatolone da buttare via. Nessuno li ha voluti".
Delia entrò nella stanza con la finestra. C'era un comodino e un vecchio sgabello, un po' traballante. Si sedette e vide un libro scuro polveroso che la incuriosì.
Era una giornata molto nuvolosa. Anche la luce era fioca. Dal libro sporgeva un lembo di carta. Lo aprì e spuntò la foto di una bimba con la mamma che la teneva per mano. C'era anche una piccola margherita secca e schiacciata. Ma era come quella che lei raccoglieva tutte le mattine passando lungo il viale! Nella sua mente balenò il ricordo di lei che posava la margherita sulla finestra, con gli occhi delusi perché non trovava più quella signora a sorriderle. In quella foto doveva essere l'anziana Delia da bambina con la sua mamma!
Con molto stupore lesse alcune righe scritte dietro l'immagine.
"Una vita intera a cercare qualcosa che le dia un significato. Anche in un piccolo fiore, se si cerca bene, un senso lo si trova. Tutto sfugge. Tutto si distrugge. Ma c'è sempre un qualcosa che rinnova e rigenera quel senso..."
All'improvviso entrò Lily la cagnolina adorata di Delia che correndo all'impazzata la fece precipitare dal vecchio sgabello e si ritrovò gambe all'aria mentre Lily come se niente fosse, leccava furbetta la sua guancia. Scoppiò a ridere. Era così buffa! Se mi vedesse il mio ragazzo!
Un raggio di sole illuminò la stanza e prendendo la margherita tra le mani disse "Questa sarà la mia casa. Tutto si rinnoverà qui dentro, ma tu no, tu resterai così, piccolo fiore dei ricordi, racchiuso nel mio scrigno più prezioso, nel mio cuore".
Elly
p.s.: mi é venuto in mente di scrivere questo mini racconto, perché ieri attraversando una strada, ho intravisto la villetta di un caro amico che si é trasferito, per motivi ben diversi, ma ogni casa ha delle storie e dei ricordi preziosi, anche se questa é una storia inventata.Emoticon wink
                                                                                                              Elly

Ti prego

Ti prego...
O mio Signore ti prego
aiutami a capire.
Aiutami a comprendere coloro che amano usar le parole come fendenti.
Aiutami a non rispondere alle provocazioni e a non capire i significati sottintesi.
Aiutami ad aprire la mente e rendila più sagace.
Fa' che i grandi cultori dell'intelletto possano istruirmi e che io possa ricevere anche una sol briciola di tanta sapienza.
Che possano muoversi a pietà coloro che sui social di oggi vantano un acume superiore e possano prendermi per mano e aiutarmi nel mio percorso cognitivo.
Me tapina! Così distante dalla ratio umana! Rendimi degna di confrontarmi a chi propina "uman e giusto sapere"!
Affinché non solo colui che, così tanto esperto e saccente, possa aspirare al Tuo Regno, ma possa accedervi anche chi é indegno come me nella conoscenza.
Ti prego mio Signore,
aiutami a restare indenne dalle offese e che i miei sterili ed inutili studi e titoli, possano invece un giorno rendermi degna di affiancare "menti telematiche" elevate.
O mio Signore, no, non c'è solo peggior sordo di chi non vuol "sentire". "Non c'è peggior sordo di chi non vuol capire". E aiutami a capire, ti prego.
Amen
                                                                                       Elly

Conti rossi

Oggi sembra di doverci difendere sempre da qualcuno o qualcosa. Ricordo mia madre che stilava liste della spesa e conti e riconti per inquadrare il fine mese. C'era una voce, immancabile in ogni lista, l'imprevisto. 
I tempi sono cambiati. Ora lo chiamerei il ladro-imprevisto.
Perché sì! Riusciamo ad arrivare a fine mese? Come glielo spieghiamo a tutti quelli che incrociamo ed elemosinano? E all'eventuale ladro come giustifichiamo di avere il portafogli cipolloso perché questo mese c'è stato l'imprevisto delle medicine per l'allergia, la visita agli occhi, l'ecografia, una Comunione, il compleanno della zia...Ma il ladro capirà?
Un momento... Dobbiamo ancora controllare la cassetta della posta...con passo felpato...non si sa mai il ladro nelle scale ci precede...oh no! Non sarà mica arrivata un'altra megatassa? Ladro scusa, potresti derubare un po' il mio postino?
Ecco, ogni mese prima di ogni voce, dovremmo ricordarci di aggiungere il ladro-imprevisto e poi tutte le spese!
Meglio mettere anche un biglietto nella borsetta. Bisogna avvisare il ladro che questo mese é ancor più triste.
Madonna e se nella borsa trova la supposta? Quella per i capogiri? Lo scriverò che quella può prenderla anche lui...ormai siamo tutti retro, ladro più ladro meno, non si capisce più chi porta il treno...
Risparmio la morale Emoticon wink

#tempidurinemmenoiladrisonpiúsicuri
                                                                                      Elly

I peli virtuali

I peli
Spesso mi capita di ricevere frecciatine che non so come catalogare.
Sui social poi non ne parliamo.
Su instagram esempio, metti delle foto e vedi commenti "Come mai non ti mostri interamente? Hai qualcosa da nascondere?".
Se condividi una clip con fondo musicale. "Perché non parli? Hai forse la zeppola in bocca?".
Metti quella con l'audio. "Ah ma devi migliorare" e magari te lo dice uno che "interpreta" la lingua italiana...grammatica compresa.
Su facebook poi si rasenta la ridicolaggine. "Guardiamo un po' Tizio che ha condiviso?"
"Ma come? Non mi piace questa cosa che ha messo! Ora glielo scrivo sotto!" e magari Tizio é un tipo che si fa sempre i ca... suoi...ma proprio per questo va punito.
Caio invece quanto é bravo! Sta ostentando tutti i riconoscimenti... osanniamolo! Sempronio poi se condivide eventi reali a cui partecipa é detto esibizionista.
Foto, pensieri, link e video analizzati neanche se con i NAS.
Perché va così. L'obeso dice grasso a chi é più magro di lui. Il basso chiama nano chi é pure più alto di lui.
I peli! Si contano uno ad uno quelli degli altri senza tralasciarne nessuno!
E quelli che vantan toghe poi, come le hanno ampie...lì sotto può nascondersi di tutto...dai bracieri del peccato all'ipocrisia dei credi.
Perché alla fine non c'è un solo credo. Ma tanti. Uno per ognuno. Quando invece bisognerebbe ogni mattino almeno, iniziare guardandosi allo specchio e contando i propri peli. E si dovrebbero guardare soprattutto quelli che si hanno dentro, perché prima o poi un piccolo gesto può tradire il voler sembrare e apparire "perfetti e unici testimoni di ratio intellettiva".
Dio mio quanti peli e quante rughe ho stamattina!
Ora vado a controllare Tizio, Caio e Sempronio, però sto attenta ancora per sbaglio mi scappa qualche like! Niente di meno! Dopo quello che scrive sulla sua "irta bacheca".
                                                                                                                   Elly Emoticon wink

Una questione di pelle

Una questione di pelle...
A volte lo senti da piccoli particolari, come una mancanza, uno sguardo strano, un sorriso ironico e te ne accorgi, ma fai finta di niente. Perché sì, ci sono situazioni in cui si é costretti a fingere. Può essere sul lavoro, un collega, un amico, un parente, ciò non importa. Importa che la senti. Percepisce quell'aria elettrica che circonda i tuoi movimenti o le tue parole. Ricevi risposte di circostanza, cenni informi o denigratori, noti persino uno sguardo funesto. E ti ritrovi lì che a volte non sai come comportarti. Ti senti sbagliato, inappropriato. Poi noti che chi forse per invidia o antipatia non ti degna di una minima attenzione, non lo fa per timidezza. Lo vedi sfoderare sorrisi smaglianti e moine che mai avevi visto, ma con altri, non con te.
A volte é eclatante, a volte lo senti a pelle. E lo sai che l'istinto raramente si sbaglia. In età adolescenziale ti sarebbero venuti tutti i complessi del mondo. Ti senti inibito, frenato. Però poi capisci. Capisci che se non garbi a qualcuno non é perché tu sei sbagliato. Per ogni "qualcuno a cui non piaci" noti invece "qualcuno che ti apprezza e stima per come sei". Certe situazioni poi non sono come andare da uno specialista o da un commerciante che, se si mostrano scortesi, elimini in un colpo. Certe situazioni non lo permettono e allora comprendi...comprendi che non te ne può importare altamente.
"Ti sto antipatico? Non ti garbo?"
"Vedessi tu a me!"
E poi le ammiri. Ammiri quelle persone affabili, soddisfatte di loro stesse. Persone che sanno gioire dei successi altrui; che sanno donare sempre una parola di conforto; dolci, amabili, sincere e serene verso gli altri. E lo fai. Non ti importa più di quel qualcuno che ti deprezia o a cui non garbi. Sei te stesso e continui a percorrere la tua strada con indipendenza e soprattutto noncuranza verso quelle persone, ma con il supporto insostituibile di chi ti considera. E cambia.
"Mi stimi?"
"Sapessi io quanto ti stimo!".
                                                                                             Elly

Per le Palme

Stamane avrei voluto condividere uno dei miei post "polemici" indirizzato ai soliti "montati di testa", ma mi sono accorta che sono arrivate le Palme. Dovremmo essere tutti più buoni...e dovrei esserlo anche io non polemizzando. Purtroppo chi parla in prima persona é sempre chi poi ne fa le spese perché si espone. I più intelligenti si dice che siano quelli che tacciono e ho incerottato la mia penna che si sta contorcendo...
Su facebook farò una sbirciata tra la lista dei contatti neri sbloccando chi riesco...ma non prometto più di tanto perché credo nell'unica giustizia "fai da te".
Va bene, dobbiamo essere più buoni almeno oggi!
Allora passo alla mia rubrica telefonica...invio gli auguri a tutti quelli che mi hanno contattato solo per "un interesse", dimenticandosi poi della mia esistenza...
Va bene, dobbiamo essere più buoni almeno oggi!
Vado a dedicarmi alle mille faccende che mi attendono...dopo l'influenza ed il naufragio dei miei stendini...rischio di inciampare tra le liane dei panni stesi dappertutto...
Però ci tengo...davvero... ringraziando soprattutto chi mi sopporta su facebook... tengo ad augurare tanta serenità...
Perché la felicità...quella viene solo se si é sereni...bacioni,
Buone Palme 
                                                                                                               EllyEmoticon heart

Zia Mery

Ogni volta che mi recavo a trovarla, la zia Mery mi accoglieva con un sorriso. La trovavo sempre intenta nella lettura...passava dalle riviste più frivole ai libri impegnati.
"Cara" mi diceva, "voglio essere al passo con i tempi! Ormai ho superato 80 anni e mi piace essere informata su ciò che accade. Come vedi non esco mai di casa..." concludeva con fare malinconico. Infatti la zia Mery non riusciva a camminare bene per i suoi acciacchi e provvedeva a lei la signora Lara. "Lara é tanto cara, ma va sempre di fretta e non si sofferma mai a chiacchierare con me!" lamentava ogni tanto. Mery aveva un figlio che era dovuto andare lontano per lavoro e lei aveva voluto rimanere nel luogo in cui aveva vissuto da sempre. "Sai quante ne ho passate per vedere anche per un attimo il mio povero marito! Ai miei tempi non potevamo stare da soli!" ed io "Zia sapessi quante volte invece sono talmente inquietata che vorrei stare sola!" "No! Non dire così! Non lamentarti con nessuno perché é difficile trovare qualcuno che ascolti senza giudicare a modo suo..." E così tra una chiacchiera e l'altra passavano giorni. Ricordo il suo enorme lampadario di cristallo. C'era una vetrinetta di legno ricca di merletti e di oggetti di ogni tipo e il mio sguardo cadeva sempre su un oggetto metallico al centro illuminato e scintillante. I miei occhi quando entravo si posavano sempre lì e lei seguiva il mio sguardo in silenzio. "Zia, a volte non so proprio quale direzione prendere! Sembra che niente abbia un senso!". "Ma no! Tutto ciò che facciamo lascia un'impronta" mi rispondeva spesso. Eppure nel guardare i suoi lenti movimenti e la sua pacatezza, non riuscivo a percepire quel "senso" che cerco sempre di trovare. Zia Mery aveva una bellissima scrittura e seminava bigliettini con promemoria rivolti a Lara. Dalla lista della spesa alle richieste più svariate. "Ma zia! Questo che hai scritto é l'ultimo libro di quell'autore famoso! Lara non potrà mai trovartelo!" e lei con gli occhialini e l'espressione da fanciulla attonita "Caspita! Sono curiosa di leggerlo, ne ho sentito tanto parlare ultimamente". "Non preoccuparti, lo cercheró su internet". Arrivai un giorno a portarglielo. Era felicissima, ma interruppi la sua gioia per un attimo "Zia, per un po' non potrò venire perché parto per un breve viaggio. Ti prometto che come ritorno, verrò immediatamente a salutarti". Mentre andavo i miei occhi passarono da quel piccolo oggetto luminoso ai suoi che però scintillavano maggiormente per la commozione.
Ritornai dopo un po' di tempo. Nessuno mi aprì. Chiamai subito la signora Lara che mi disse che durante la notte zia Mery era stata portata in ospedale per un malore. Mi precipitai, ma era troppo tardi! Nella mia mente passarono veloci i suoi sguardi, le sue parole, la vetrinetta, i sorrisi... Al funerale tante persone, la maggior parte volontari ed amici a cui lei aveva prestato conforto da giovane. Sì, perché zia Mery si era dedicata al volontariato e molti la ricordavano con affetto. Per questo pensai, mi diceva "Hai visto quanti giornali mi hanno portato?", perché ad allietarla c'era sempre qualcuno che si ricordava di lei. Alla fine del funerale mi raggiunse il figlio. Era molto provato. "So di te. La chiamavi zia Mery anche se non eri una nipote, ma lei ti considerava tale. "Tieni, questo é per te" e mi diede un sacchetto bianco con un bigliettino ed il mio nome sopra. Profumava di lavanda, proprio come lei. L'aprii e con grande sorpresa trovai l'oggetto che osservavo. "Allora se n'era accorta che tra tutti gli oggetti della sua vetrina, guardavo proprio questo!" Un brivido mi assalì scuotendomi interamente. Era una barchetta d'argento. C'era un foglio ripiegato. Aprii e lo lessi trepidante. "Mia cara, non affannarti a ricercare quel senso. Il senso che tu cerchi non si lascerà mai trovare da te; sarà lui a cercare te quando compirai qualcosa che lo abbia in sé. Ricordati sempre di non gettare mai l'ancora. La tua vita come questa barca attraverserà mari in tempesta, ma tu naviga, naviga sempre, non fermarti mai e guarda avanti. Oltre ogni oblio una luce potrà schiarire solo se tu vorrai vederla. Nessuna luce ha il potere di illuminare un cuore spento. Naviga serena e quando il mare é calmo, spiega le ali assaporando ogni attimo".

P.s.: ogni riferimento é reale, ma nato da un collage di persone e situazioni.
L'àncora spesso me la ritrovo tra le mani...zia Mery dall'alto la trattiene...
                                                                                                            EllyEmoticon wink

Per lei

Perché in fondo c'è lei...che sa capirla fino in fondo...

Non c'è bisogno di una festa per celebrarla.
Un uomo dovrebbe "accorgersi" della donna che ha al suo fianco ogni giorno.
Non dovrebbe tornare dal lavoro stanco e rispondere nervosamente o scaricare la sua rabbia se il lavoro é carente.
Non dovrebbe far pesare su una donna il suo ruolo di "faccendiera domestica" alla stregua di una badante.
Non dovrebbe colpevolizzarla sul fatto di essere o non essere riuscita a trovare un lavoro.
Non dovrebbe anteporre la propria madre o i familiari, giudicando ogni suo comportamento.
In campo lavorativo non dovrebbe sentirsi "superiore" o utilizzare se ha potere il suo "ruolo gerarchico".
Non dovrebbe assecondarla solo per "amor di pace" facendo finta di niente e, appena varcato l'uscio, riempire i polmoni sentendosi rivitalizzato...
Non dovrebbe esprimere complimenti o lusinghe mentre sbircia "altrove" o con gli occhi o con la mente.
Non dovrebbe "abituarsi" alla sua presenza come un soprammobile da spolverare ogni tanto.
Non dovrebbe esasperarla con la gelosia se é un insicuro per natura.
Perché "una donna" capisce "sempre" anche se fa finta di niente. Una donna non ha solo un cuore, ha anche una testa.
E soprattutto non ha bisogno di "spavalderie" mascoline...
Una donna riesce a stare bene anche "da sola"... un'alleata la trova sempre...che mondo sarebbe senza nutella Emoticon wink

Morale? Le mimose non si mangiano. Se proprio volete seguire questa ricorrenza,
il supermercato é all'angolo...
E mi raccomando la frase fatidica!!!
"Ho pensato al dolce perché ti vedo molto dimagrita!" 
                                                                                                                    EllyEmoticon wink

Pensando

Pensando.
A volte mi capita di osservare la tracotanza di chi, solo perché ha pubblicato un libro, o ha guadagnato un po' di strada, si permette di considerare con un'aria di "superficialità" gli scritti e le personalità altrui.
Anche sui social questi "magnati" della scrittura operano una cernita nelle amicizie, ti aggiungono o eliminano come vezzi da cicisbeo, forse per il loro modo di pensare "unico ed insindacabile".
Non é che il compito di un alunno/a abituato a prendere 10 in italiano può avere lo stesso riscontro di chi a malapena prende la sufficienza. Può capitare benissimo che quest'ultimo con frasi ad effetto, spiazzi totalmente il "capoccione" (piccolo esempio).
In ogni campo, ma soprattutto quello della scrittura, sto notando il vortice delle "cerchie". O ne fai parte o ne sei fuori. In tutto e per tutto. Poi lecchinaggi a destra e a manca. Frequentazioni, ossequi e ostentazioni. Ma quanti ci sono là fuori con una fantasia fervida nello scrivere e senza alcun mezzo? Non affermo questo perché parte in causa sullo scrivere un libro di qualsivoglia genere, perché mi interessa scrivere solo articoli ed interviste. Però non so se restare più stupita o amareggiata da simil andazzo "classista letterario".
La verità é che, pure se si "sa", non sempre si "fa" e non solo per mancanza di possibilità, ma anche e soprattutto per "ostruzionismo".

In ogni campo:
Vincente non é chi lo é, ma sa di "non esserlo".
E Perdente non é chi lo é, ma sa di "non esserlo". (Elly)

Zitti o bacchettati

Zitti o bacchettati
Se nella realtà capita di trovarsi in un luogo e dire qualcosa che a qualcuno non va giù, sui social, su facebook particolarmente, a volte bisogna prestare la massima attenzione. Puoi trovare un link in cui ti limiti ad un'osservazione, in cui metti un mi piace ed esprimi un'opinione di dubbio, come faresti con un' amica/o, che zac! Scatta la risposta dello sconosciuto...
Finché siamo tutti "accondiscendenti" tutto bene...
Altra bacchettata.
"Per favore metteresti un like alla mia pagina?" "Ah e visto che ti trovi ne ho un'altra e un'altra e un sito e bla bla...". Un grazie non arriva quasi mai...e neanche un arrivederci.
Ancora...
Amicizia accettata, subito ci inseriscono in un gruppo e molto raramente ti viene richiesto. Va bene per i gruppi di ogni tipo, ma proprio ora rivedendo i miei, mi sono trovata ad essere in politica sia di destra, sia di centro che di sinistra! Sono proprio una voltagabbana! Io poi, che quasi la odio la politica... Che dire della grande delusione che arriva quando "sembra" che un profilo ti stimi e ricambi, ma poi scopri che non spenderebbe una parola per difenderti. Ho sollevato un dubbio sotto un link scrivendo che nutro dei dubbi sul fatto che l'uomo abbia messo il suo piede sulla Luna, dubbi che mi sembrano leciti e sul fatto perché non vi ritornasse, che invece é scattato subito l'insulto del tale, non tra i miei contatti, tra le cui definizioni denigratorie, l'affermazione di quelle come me "oche da cortile". E meno male che avevo espresso un semplice dubbio...
Allora caro tal dei tali, ieri ho approfondito molto sul perché dei miei dubbi dovuti forse a documentari di parte o a scambi di opinioni con persone, ti assicuro titolate, ma di parere discordante e mi sono documentata su tutti i tentativi falliti e non, come sui particolari, ad iniziare dalla "bandierina stropicciata" o dal gioco di ombre, ecc. Io non sono una "lunacomplottista", ma nemmeno solo un'oca da cortile, sappi che sono anche un'oca giuliva!
QUA QUA QUA Emoticon smile

N.b: questo vale pure per quelli che esasperano i loro pensieri con "assolutismo ed imperativismo" o subito attaccano, forse perché frustrati e frustati dalle consorti in casa, che non permettono loro neanche di fiatare...e cmq se siete tanto "Colti o Scienziati", sarebbe bene ogni tanto rivedere il vostro bagaglio di nozioni ortografiche...é meglio che mi fermo...

Preferisco gli stupidi che sono capaci almeno di cambiare idea 
                                                                                                                   EllyEmoticon wink

L'acidosa

A volte mi sento acida per ciò che mi capita. Possibile che le donne debbano godere di una così scarsa considerazione? Poi ci sarebbe una festa che vorrebbe celebrarle. Credo che dobbiamo essere noi donne a farci sentire in primis dagli uomini! Sui social possibile che se una donna non si mostra insieme a qualcuno, anche se dichiara di essere impegnata, debba essere una che voglia adescare? E se alla sua metà non piace farsi fotografare o non é il tipo a cui piace mostrarsi? Stesso discorso vale per gli uomini. Ho una figlia che ama le foto e un figlio a cui non interessano proprio. Eppure é un bel ragazzo! Una volta una tipa mentre scendeva dal treno gli fa avvicinandosi "Ma sai che sei proprio bello..." e io "E tu come minimo le chiedevi il numero" e lui "No, ho guardato se avessi ancora il portafogli!".
Insomma sia nella realtà che sui social é sempre tutto relativo, ma prima di dare inizio alla caccia, bisognerebbe assicurarsi con più certezza l'eventuale preda. Come chi senza conoscerti, appena inserito tra i contatti esordisce con "Come va?". Ma come? Ti viene da rispondere. Ma chi ti conosce? Un conto é che anche non conoscendo una persona, ci si può sentire di raccontare di sé e allora quella stessa persona ricordandosi dopo un po' te lo chiede, ma così, non lo so, forse sono io che sbaglio. E quando si esordisce "Lo sai che sei bellissima..." e ti sei appena alzata e guardandoti allo specchio...ti si senti invece più scorfana del solito...oppure "Lo sai che stai proprio bene..." e tu magari stai lì con la macchinetta della pressione perché hai avuto dei problemi.
O solo perché una donna si permette di rispondere cortesemente con un grazie "Perché non ci sentiamo per voce?" e tu pensi a tuo padre che quando ti chiama rispondi sempre incazzata e sei tentata dal dire "E dammi sto cavolo di numero così ti faccio l'esorcista!"
Alcuni poi su twitter, stanno solo per infastidire, ti inviano domande strane tipo "Risposta A o B" o molti "Posso farti una domanda?" e allora sì che devi rispondere "Ma tu una domanda te la sei mai posta?" e loro "Quale?" "Ma un vagone di c.... tuoi mai?"
Su instagram, ma anche su facebook, fanno sorridere tutte quelle foto condivise di...lo dico in dialetto... trippe belle dopo la cura. Per promuovere i prodotti prima gonfie poi sgonfie...le tette prima sgonfie poi gonfie...teste senza capelli e poi ogni riccio nu capriccio... I miracoli! Dobbiamo correre ad acquistare!! Occasioni imperdibili!
Simpatici poi, ma questo mi capita di vedere solo su instagram, tutti quelli con l'asciugamano dal punto vita e pettorali esposti. Ti mettono un like, ricambi il like ed arriva subito la foto. L'asciugamano, ho fatto una statistica, é sempre o nelle tonalità pastello o bianca. Ma perché non se la mettono rossa, chissà un bel toro non sappia prenderli per il verso giusto?
Poi quelli oliati ed imbalsamati...mi fanno pensare sempre al mio tegame della pizza e all'olio che mi ritrovo tra le mani e vado subito a lavarmi perché non lo sopporto.
C'è un tipo...mi sfugge sempre il nome...é raro da trovare perché ogni tanto si fa un selfie "vedo non vedo" le parti più oscure. Sembra quello che apre l'impermeabile di colpo e scappa impaurito. Si capisce che é innocuo...o mostri tutto o non hai niente da mostrare...
Scusatemi l'acidità, però mi viene da dire ad alcuni...
"Pippaioli mentali a caccia solo di prede da sodomizzare...chissà se almeno una volta avete mai concretizzato"
e adesso devo correre a confessarmi o quanto meno a recitare i mea culpa.
Una cosa é certa. Finché si rispettano le distanze, tanto nella realtà quanto sui social, va bene. Sorridiamo, non deridiamo. Ironizziamo. Però quando si vive o ci si comporta solo per far del male agli altri, bisognerebbe ricordarsi che già svegliarsi al mattino e guardare una nuova alba é una ricchezza che ci rende fortunati.

                                                                                                                                  Elly

Socializzare

Socializzare
I social credo che servano anche a questo. La frase che mi é stata detta e più non mi é piaciuta é "Ma perché scrivi i fatti tuoi! Fai come me che non scrivo niente su ciò che mi riguarda!". Certo ognuno può farne l'uso che crede. Ci sono profili che non condividono mai niente o hanno delle privacy, ma sono gentilissimi, rispettosi e presenti. Può essere per timidezza o altro, non é che uno debba per forza analizzarli. Ma quelli che invece non fanno trapelare niente sulla loro personalità e contano i peli degli altri intrufolandosi con commenti inopportuni...fanno un po' pensare. O quelli che comunque parlano molto di sé e hanno lo stesso comportamento. Quindi regola chiave che dovrebbe esserci é solo "il rispetto", poi ognuno sui social manifesta o non manifesta, poster suoi... Però non si può criticare o giudicare chi scrive ciò che pensa o ciò che gli accade.
A me personalmente ogni tanto piace scrivere anche sciocchezze per far sorridere...come...
Una volta, all'Università, ripresa a frequentare avendo già 2 figli piccoli, incontrai una ragazza con cui subito mi misi a chiacchierare. Passò un po' di tempo, ma non la incontrai più. Un giorno degli amici mi dissero "Devi essere proprio tu!" E io "Cosa?" e loro "C'è una ragazza che descrivendoti nei particolari, ha chiesto a tutti di te! Non sa il tuo nome e vorrebbe incontrarti per salutarti!" Forse le raccontai episodi divertenti sui figli o la mia vita...in pratica fatti miei e le ero rimasta impressa.
La rincontrai e decidemmo di fare un bel giro per negozi. Ma ogni tanto sentivo dirmi mentre si rivolgeva a me "Scusi!" e io a dire "Non mi piace che mi danno del lei". Sicuramente le mie venivano prese per generiche considerazioni. E ancora: "Scusi!". Non ci ho visto più e con voce ferma: "Senti, hai voluto incontrarmi per salutarmi e mi dai questo del lei!". Come un micio impaurito...ricordo lo sguardo...mi disse "Ma Susi io non ti sto dando del lei!". Credeva mi chiamassi Susi.
Un qui pro quo sorvolando sui nomi... Questo é capitato perché soffrendo da una vita di acufeni, se uno parla con voce sommessa posso non capire bene, ma non credo di essere l'unica. Ho detto i fatti miei ora? E che bisogna vergognarsi se uno un giorno può diventare sorda?
Altra clip. In fila ad una cassa, una signora mi urla in modo esagerato che mi era caduto un fazzoletto. Ero raffreddata. La guardo strabiliata, ma la ringrazio. Uscita, dico a mia figlia "Strane certe persone! Ti urlano addosso senza che le conosci" E lei "Ci credo. Ti aveva detto una volta del fazzoletto, poi la seconda e le ho detto che eri sorda e non potevi sentirla!".
Stamattina e sono anche raffreddata con le orecchie tappate...in un negozio chiedo l'importo dicendo "Scusami non ho capito. Sono già raffreddata, poi pure sorda!". C'era una signora presente più avanti negli anni che guardandomi con fare beffardo, si é messa a ridere in modo impressionante. "Ah ah! Pure sorda!". Si dimenava come un giullare di corte e con risata sardonica stava quasi per strozzarsi, spaventando gli altri presenti.
Allora?
Sorridere per i fatti altrui tanto nei social quanto nella vita quotidiana, fa bene, ma attenti a deridere...qualcosa può andare di traverso Emoticon wink

P.s: c'è una tipa su instagram che ogni volta condivide più di 20 foto uguali...stesso posto...stessa posa...cambia solo leggermente l'espressione...
"Oh no!!! Aiuto!! Mi sto strozzando!!!" Emoticon wink

Baci 
                                                                                                 EllyEmoticon heart

A proposito di corni e cornicelli

 Emoticon winkA proposito di corni e cornicelli...Sembrava una mattina come tante. Il giorno prima mi era venuta una delle mie solite idee...attaccare degli specchietti vicino ad una parete della cucina... ovviamente con il vapore la notte uno si era staccato e frantumato. Raccolti i cocci e sussurrandomi "Che vuoi che sia uno specchio rotto?", misi la mia piccola caffettiera sul fuoco. Eh la Madonna!! Un botto e mi sono ritrovata tutta imbambolata a non capire cosa diamine era successo!! Sento un calore sul viso e spaventata credo di essermi scottata! Mi guardo su uno degli specchi superstiti e mi vedo il viso tutto nero e pieno di polvere di caffè! Meno male era esplosa prima che uscisse... Ripetendomi "Che vuoi che sia uno specchio rotto?", mi sono preparata per uscire. Per la fretta ho aperto il garage e lanciato le chiavi dell'auto sul sedile. "Ti pareva!!!" Quando sono salita non le trovavo in nessun modo. Dopo che tra tutti i santi nominati é spuntato Giobbe...con pazienza ho trovato le chiavi che si erano incastrate sotto al sedile in uno spazio angusto e tagliente. "Va bene cosa potrà mai essere questo specchio rotto stamattina!"
Quando sono scesa dall'auto, sapendo di prendere sempre la scossa, ho pensato di toccare terra con un dito. Ho notato un tipo sul balcone che mi osservava...avrà pensato che fossi Et con il mio dito che si allungava verso il suolo. Ma caspita!! Una scintilla blu!! Che scossa! Forse l'alieno era lui a scaricarmi l'occhiataccia. Risalendo, nello specchietto, mi é sembrato di vedere il rivenditore dell'auto che mi salutava con ghigno quasi a dire "Vedrai quante ne prenderai...quante scosse..." Mi sono quindi recata dal medico per alcune impegnative e c'era una signora che mi guardava di sottecchi. Ho ripensato al tipo del balcone, ma non ho dato peso. Ed invece...aprendo la porta per uscire dalla stanza, il piede si é infilato in uno sgabello che si trovava vicinissimo alla porta e per non cadere mi sono aggrappata alla parete in diversi punti come un geco, mentre ho ritrovato lo stesso sguardo della tipa addosso, ma con gli occhi fuori orbita. Non sono caduta. Il medico ha esclamato "Sei proprio una tipa in gamba!" e meno male!!!
Vado a prendere mia figlia e come promesso andiamo in un negozio dove c'era una giacca che le piaceva. La indossa e non sembra convinta come quando l'aveva vista. "Aspetta, visto che abbiamo la stessa taglia, la provo io, così vedi l'effetto". Non l'avessi mai fatto. Si sente un rumore sordo di uno strappo e mezza manica se ne viene. "Te l'avevo detto di non esagerare con i dolci! Mamma cosa hai combinato?". Sentendomi un tricheco marino, in un documentario di Piero Angela, dico "Diamine cosa vuoi che sia uno strappo! So cucire! La prendiamo lo stesso!". Con grande sorpresa però alla cassa una signorina stacca tutta la manica e poi riagganciandola "Ha visto? Le maniche di pelliccia nascondono le mini clips e staccandole, la giacca si trasforma in un gilet!" . Ora sì che ragioniamo. In seguito vado al supermercato. Verso la cassa noto sempre qualche sguardo che mi richiama quello del vicino sul balcone. Mentre prendo i prodotti per imbustarli man mano che la cassiera li passa, sento un rumore sordo, un tonfo, uno scoppio. Immediatamente una scarica di adrenalina, quella che credo arrivi in aiuto nelle situazioni critiche e si chiudono gli occhi per l'onda che mi raggiunge. "Oddio e che cosa sta succedendo? Come la caffettiera! Lo specchio rotto mannaggia!". Sento un coro di "Oooohhhh" che mi ricorda quello del pubblico di una volta a teatro in cui lanciai la mia polvere di stelle. Ma sono alla cassa di un supermercato. Apro gli occhi e mi ritrovo tanti sguardi allibiti ed alcuni sghignazzanti. Mi rassicuro un po' e noto la cassiera con il viso tutto scuro e bagnato...come il mio...come quello che avevo la mattina pieno di caffè. Stavolta no. Era scoppiata una lattina di Coca-Cola perché afferrandola si era tagliata passando di striscio dove si mette il bancomat. Ed insomma tutto finito in una grande risata...
La sfiga forse esiste, però come non può piovere sempre sul bagnato, alla fine é l'animo con cui affrontiamo le dis-avventure a fare la differenza.
N.b.: gli specchi li ho riattaccati, ma su un supporto ruvido. Mi allontano sempre dalle caffettiere. Quando scendo dall'auto uso la borsa vicino allo sportello. Dal medico mi soffermo con più attenzione contando le mattonelle a terra. Non misuro capi che non devo indossare... Continuo a mangiare dolci...per solidarietà al tricheco... ma ahimè alla cassiera viene naturale spostare l'aggeggio del bancomat ad ogni mio passaggio...
Comunque munirsi di qualche cornicello é sempre meglio... basta che non accada al famoso San Valentino!

                                                                                                                         EllyEmoticon wink

Soffermarsi e ricordare

Soffermarsi e ricordare...
Mi é bastata una frase postata su twitter e un commento su instagram perché un baleno di ricordi mi attraversasse l'anima. "É tutto lì, in quella linea sottile sull'orizzonte che collega cielo e terra o cielo e mare...là dove si perdono i sogni e nasce la speranza...". Tizio scrive "Ma l'hai scritta tu? Sei sicura?". Sono tornata indietro nel tempo. Prima non c'erano cellulari e computer e i libri erano un mezzo per "aprire le ali della fantasia". "Non mi dire che vuoi un altro libro! Come, l'hai finito già?" sospirava quasi l'impiegata della Biblioteca ad una bimbetta paffutella che a mala pena spuntava con la testolina dal bancone. Mi perdevo tra gli scaffali. Quell'odore lo ricordo ancora. Profumo di silenzio e di tranquillità. Ormai conoscevo i reparti a memoria, ma qualcosa mi spingeva sempre verso Rodari e i libri di novelle con le morali. Un'intera collana che mi stava tatuando l'anima. "Sei raffreddata?" mi chiedeva ogni tanto mia madre. Nascondendomi ed arrossendo "Sì, poco non preoccuparti". Sicuro... altro che raffreddore...certi lacrimoni. Ma non potevo fare niente per salvare la principessa o per cambiare il destino di un'eroina. Eh sì mi sembrava di entrare nelle storie. Le vivevo tutte. Soffrivo e gioivo con i personaggi. Poi crescendo le letture scolastiche mi impegnarono e distolsero. Ma c'era la scrittura. "L'avrai copiata quella poesia!" era il commento acido che mi giungeva da qualche adulto o coetaneo che non mi conosceva. Invece durante le prove scolastiche bastava un foglio bianco e una penna per inventare e si zittivano e poi volevano pure ascoltare. La fantasia é un'arma micidiale e le parole sono proprio come i tasti di un piano...una melodia può giungere e scuotere completamente...
E con gli anni...a mani quasi giunte e visibilmente commosso "L'hai scritta proprio per me! Grazie!", un pittore che intervistai esclamò dinanzi ad una pergamena. Iniziai la pratica giornalistica presso una tele locale ideando un programma di 20 minuti in cui intervistavo degli artisti. Alla fine di ogni puntata regalavo ad ognuno una pergamena in cui c'era la loro vita riassunta in versi rimati. Una volta il teleoperatore che doveva fare delle riprese ad una festa presso una casa di cura per anziani, mi chiese di andare e presentare la serata. Pensai di scrivere una poesia sulla vita e sul suo fluttuare inesorabile...ma quando la lessi un tale avvicinandosi disse "Dove l'hai copiata?". Il teleoperatore che ormai era abituato alle mie creazioni... disse "Su un libro si capisce!" e io "Certo, si chiama Le mie memorie" e ci guardammo ridendo. Il commento del tizio sul social mi ha fatto tornare indietro...
Oggi purtroppo non leggiamo molto...io per prima... Siamo attratti anzitempo da ciò che vediamo, poi da ciò che sentiamo e infine se ci sono frasi corredate, le leggiamo. Credo che si sia capovolto il tutto. Non sono le parole che evocano le immagini e i suoni; sono le immagini che ci dicono qualcosa. Eppure siamo tutti stimolati, ma in modo diverso. Un po' come i bambini che apprendono "vedendo". Forse in futuro imperverseranno i libri "sequenziali" in cui si susseguiranno immagini parlate e sottotitolate. Alla fine però siamo sempre tutti coinvolti in un immenso fotoromanzo...la vita...per cui, per quante immagini potranno esserci, nessuna potrà mai supplire al gioco fantastico di una frase con il suo fascino lessicale.
..."Guido sotto un ponte ubriaca di sole, riflessa ed avvolta in un caldo tramonto"...
c'è davvero bisogno di un'immagine? Emoticon wink
Sono comunque sicura che tutta questa prosopopea la leggeranno in pochi...ci si sofferma sempre prima sulle immagini Emoticon wink
Eppure viva viva i libri...e senza leggere la citata prosopopea chi ha visto la foto non ha capito che ero paffutella...
                                                                                                   Elly Emoticon wink

Piccola nota sui social

Piccola nota.
A volte mi capita che i like vengano malinterpretati. Ho rifatto il profilo con gli amici che mi hanno "capita e non fraintesa". Purtroppo con gli ultimi aggiunti ho avuto qualche problema. Vorrei dire sia agli uomini che alle donne che stanno a guardare se uno /a mette dei mi piace che possono essere di ricambio e anche se non lo fossero, non sono quelli che "contraddistinguono la serietà di una persona". Anzi avvicinandosi la famosa festa degli innamorati, chi giudica a bruciapelo, vorrei proprio vedere se ha il coraggio di lasciare il cellulare incustodito, a meno che abbia vicino uno/a poco accorto/a che non sa che la propria metà può avere più mail, più profili e che ci sono tanti social su cui giocare a doppie e triple vite...
Insomma chi ha i "vermi" in testa si guardasse bene prima di guardare i mi piace altrui o forse ne vorrebbe qualcuno in più o meglio vorrebbe avere accanto un lui o una lei che permettesse di riceverli o ricambiarli.
La gelosia é la malattia dei perdenti. Ed anche a chi giudica sui mi piace...ma quanto mai possono contare? É nella vita vera e reale che ti accorgi se puoi piacere...e non esteticamente, ma come "persona".
E giacché é questo dedico ai tipi pure un selfie smorfioso Emoticon wink
#goderallafacciadichistraparla
                                                                              Elly

Peccati di gola


Peccati di gola...
Ero lì di fronte alla barista a scegliere quale prelibatezza ingurgitare. Ho notato però che lei mi guardava con occhi storti e non era strabica...
Scelgo un bel pasticcino ripieno di nutella e non essendo avvezza ai bar, la barista mi dice "Prego si vada ad accomodare che il pasticcino glielo porto io..."
E mi siedo. Dopo poco arriva un piattino invitante ed io golosa di nutella subito lo taglio con la forchettina e invece! Andata e ritorno all'inferno!! Mi pelo la lingua con un impasto più che bollente perché la tipa l'aveva riscaldato ben bene e il tutto nel microonde del bar di un antico castello. Ma era impazzita o infestata da qualche spiritello fantasma! Credo che invece, tranne che si trattasse di un vero e proprio reperto archeologico, ohimé, il pasticcino era vecchio e riscaldandolo la furbetta voleva ovviare...
Insomma bisogna stare attenti proprio a tutto e a tutti Emoticon wink
#movimentoadifesaconsumatoridinutella
                                                                                           Elly

Non solo per i selfies

Non solo per i selfies...
Ultimamente mi capita di vedere sui social denunce rivolte a personaggi politici e non solo. Purtroppo anche se a volte si hanno testimoni, é difficile dimostrare i fatti, perché anche chi assiste potrebbe essere di parte...si sa. Facendo i nomi poi, si rischia facilmente di incorrere nei reati di denuncia e diffamazione. L'unica soluzione potrebbe essere il nostro cellulare allora! Una bella registrazione che inchiodi gli ipotetici soggetti. Però non bisognerebbe diffondere le prove, darle invece agli "organi competenti". Perché ormai, nel nostro grande Paese, é facilissimo passare dalla parte del torto pur avendo ragione. Pensate una volta un impiegato di banca a cui mi ero rivolta per pagare una di quelle tasse di accesso a delle selezioni, purtroppo solo in tale modalità e che interessava uno dei miei figli, mi dice:"Non può pagarla qui, lei non é nostra cliente!". E io che parlo sempre a voce alta: "Ma quando mai? É una cosa inaudita!" e c'era gente...allora lui con tono più sommesso "No, scusi, volevo solo dirle che era consigliabile che aprisse un conto...abbiamo tante novità per i nuovi clienti, perché non passa nell'ufficio per saperne di più?". E di esempi se ne potrebbero fare un'infinità...
Insomma morale...purtroppo siamo pedine in un gioco di "interessi sociali" e allora quando occorre perché non selfarci di audioprova Emoticon wink
P.s.: per non parlare di quando si ha la fortuna di incontrare gli "indefessi impiegati stacanovisti"
                                                                                                           Elly

Il tal che amava guardar le stelle

Il tal che amava guardar le stelle.

I giorni sembravano passare tutti uguali. Marco ormai aveva accettato la sua malattia. Ogni sera prima di addormentarsi, mentre la moglie accudiva i piccoli di casa, si affacciava alla finestra a guardare la sua stella preferita. Era vicina ad un alto campanile ed aveva intorno un alone blu. La distingueva da questo. Quella stella sembrava essere lì apposta per fargli da confidente, amica, quasi amante in una vita che stava per sfuggirgli di mano. Ma dopo alcuni giorni Marco non riuscì più ad alzarsi come prima. Ogni volta doveva farsi aiutare pur di avvicinarsi alla sua adorata stella.Voleva però restar da solo mentre la rimirava, quasi a raccontar se stesso e la sua vita senza remore. Una sera purtroppo non riuscì a vederla. C'era un tempo orribile. Pioveva a dirotto. Marco ormai era troppo debole. "Caro, forza, ci sono io qui con te!" gli sussurrava la moglie. Marco non aveva più neanche la forza di rispondere e con un fil di voce: "Hai visto questa sera la stella non c'è! Forse aspetta che vada a raggiungerla...". Le lacrime della moglie Marta arrivarono fin sopra le coperte. Ma ad un tratto una vocina ruppe quella triste atmosfera. Era il figlio più piccolo, Mattia. Entrò nella stanza e avvicinandosi al padre gli pose sul petto un suo disegno. Marta lo illuminò. Era un bellissimo cielo stellato con un campanile. "Papà!" disse il piccolo, "l'ho fatto per te! Vedi c'è anche la tua stella, quella con l'alone blu!". Marco affondò lo sguardo nel disegno e volgendo poi gli occhi verso Mattia disse: "Grazie amore mio! Nella vita abbi sempre forza, fiducia e speranza. Ricordati che anche dietro un cielo pieno di nuvole, ci sarà sempre la tua stella a risplendere per te..." e volò alto raggiungendo la sua...
Elly
P.s: morale...anche quando la vita toglie ogni speranza, bisogna cercare di trasmettere positività o almeno la speranza che ci sia qualcosa per cui valga la pena aver vissuto e sofferto...
E in quella stella ognuno può vedere ciò che vuole, come qualcuno che il destino ha sottratto o non ha voluto che vedessimo più...l'interpretazione di ogni cosa resta una delle nostre maggiori libertà!
                                                                                                                                  Elly

Amici e non

Amici e non...
Con il tempo ripenso alle amicizie vere e a quelle false. Persino sui social puoi riscontrarle...
A volte sono proprio le persone che si fregiano di mille titoli e si fanno seguire come fossero "dei pagani".
Quanta gente vanitosa circola. Non ne parliamo poi se possiede anche una piccola carica...
Ebbene le persone che stimo di più sono quelle semplici e comuni...come me. A volte capita che alcuni tizi/e giudichino chi é umile un "quasi tonto o bonaccione"...La verità é che chi "capisce bene sa e finge". Se raccontassi tutti i trascorsi della mia gavetta...un arcobaleno di "stronzi" scusate...
La cosa più bella é che agivano per "bloccarmi" e facevo finta di non vedere...ma c'era sempre qualcuno che raccontava...alias il "ruffiano di turno". Con il tempo questi purtroppo sono riusciti nei loro intenti, avendo posizioni avvantaggiate e del resto si sa che "i furbi e i leccapiedi" vanno avanti. Scrivo ciò perché in un messaggio un amico mi ha detto che di sicuro avrò avuto ed ho invidie femminili. Invece no. Sono stati quasi sempre e totalmente gli uomini a contrastarmi e ogni volta ho finto di non capire e sapere... ma l'assurdo é che con il tempo chi sgambetta per far cadere gli altri lo fa così sovente che poi immemore del passato, tenta anche approcci gentileschi...rasentando la ridicolaggine.
Le persone che si credono superiori solo perché più fortunate o perché hanno più potere, non potranno mai spegnere però né la dignità né il sorriso di chi non ha nulla da nascondere o recriminarsi...perché di una donna o di un uomo se pure non potranno riuscire a realizzarsi i sogni, senza essersi mai "sottomessi ad alcuno o aver ceduto a compromessi" persino i capelli potranno volare alti...e il tempo é una panacea soprattutto quando scopre gli altarini...estendendo ciò ai politici più che di altari si tratta di tombe faraonicheEmoticon wink
Ps: i boriosi vanno smontati...pensate un giornalista conosciuto per caso e di cui non ricordo assolutamente il nome mi fa "Io ho ottenuto non solo successo in Italia, ma anche in campo internazionale perché mi occupo di articoli di economia quotatissimi e richiesti...ho una certa fama ormai...la mia firma é conosciutissima...bla bla bla..."
La mia risposta " Pensa un po' io invece mi firmo sempre NN"
E lui "Come mai? Cosa significa?"
"Strano sei così intelligente! Significa Non Nota"
                                                                                                       Elly

Simpatici o no

Un nuovo anno é iniziato.
Anche se non si può simpatizzare con tutti o si possono ricevere falsità e delusioni proprio da coloro a cui abbiamo donato lealtà,
le invidie, le ingratitudini, le ipocrisie a volte é meglio affrontarle con uno sguardo diretto e con un sorriso.
Che sia l'anno della chiarezza e che tutti i nodi più reconditi possano venire al pettine...
Ma quando occorre...una giustizia "fai da te" fa sempre per 3
Elly

Inventarsi un lavoro

(Trucco, parrucco e barbatrucco by Elly...)

Per il nuovo Anno...se ne potrebbero dire tante...
Mi sono autoselfata con le bellissime creazioni di un'amica geniale che ammiro e che come tanti lotta nel mondo del lavoro...questo le fa onore, a differenza di me che diciamo mi sono "arresa".
Ho sentito parlare di una "ripresa" economica. Chissà su quale pianeta! 
Tasse, sovrattasse, stipendi decurtati...potrà mai circolare la moneta? Non si compra, non si vende, non si lavora.

Mi auguro che nel nuovo Anno un uragano spazzi via chi ostacola ogni minima speranza o possibilità di "crescita lavorativa".
Che i piccoli artigiani possano emergere, che i giovani possano realizzarsi, che tutte le categorie bistrattate possano ritrovare la dignità.
Che ci sia pace e salute per tutti...anche se senza denaro é più difficile curarsi...
Non é un comizio...ma che sia dalla fine, veramente un nuovo inizio!
Augurandolo...auguri!
                                                                                                            EllyEmoticon heart!