Lo aveva ritrovato su facebook dopo tantissimi e lunghissimi anni. Il suo nome non lo avrebbe mai dimenticato. Gli scrisse dicendogli chi era. Lei non aveva foto. Mara ormai a 69 anni aveva rinunciato ad apparire. La vita l'aveva messa di fronte a dure scelte; già da quando aveva 18 anni. Lei e Luca si erano diplomati insieme. Stessa classe, stessi amici, diverso destino. Si scrissero. "Come va la vita a Lecce? Hai incontrato qualcuno dei vecchi compagni?". "Sì, Luca, ma solo Anna e Rita. Sai che sabato devo andare a Milano. Purtroppo é venuta a mancare una mia vecchia zia". "Davvero! Anche io sabato prenderò il treno per Rimini. Devo andare da mia figlia. A questo punto prendiamo lo stesso treno. Potremo salutarci almeno, dopo tutti questi anni!". "Forse fin troppi" gli scrisse Mara, "chissà se mi riconoscerai!". Il treno correva velocemente lungo le stazioni. Luca si era trasferito ad Ancona per lavoro appena diplomato e lei invece fu quasi costretta a rimanere a Lecce perché la madre era malata e nessuno poteva accudirla. Scelte di vita che segnarono profondamente entrambi.
Aveva un vestito bianco di cotone, lungo quasi fino alle caviglie. Una scollatura castigata e un caschetto grigio. Mara era una donna molto alta, però con gli anni aveva messo un po' di peso. Osservava la sua immagine riflessa nel finestrino. Da giovane le piaceva scoprire i lineamenti... ora non più. Non si era sposata e non aveva avuto figli. Portava sempre una cuffietta perché adorava ascoltare la musica. "E con le mani amore, con le mani ti prenderò... e senza dire parole nel mio cuore ti porterò..." la canzone di De Gregori la emozionò. Poi con il braccio sfiorò il suo petto e per un attimo si rattristò. Aveva subìto una mastectomia che le aveva lasciato cicatrici indelebili. "E non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu..." continuava la canzone e i suoi occhi si fecero ad un tratto sognanti. Ad Ancona salì un uomo leggermente irrobustito. Lei l'aveva già visto sul social. Indossava un impermeabile beige e un enorme cappello nero. Appena lui la vide notò il vestito bianco. I lembi si intrufolarono tra i sedili. Ritornò indietro di 50 anni in un battito d'ali. "Attenta o mi strapperai il vestito!!! Lasciami! Mettimi a terra!!" urlava lei, mentre su quella spiaggia, intorno ad un fuoco vivace, illuminati da un roseo tramonto, lui la prendeva in braccio e correva fremente. Erano giovanissimi, pieni di vita. Pieni di sogni. Pieni di passione.
"Questa volta non é colpa mia se ti si strapperà qualche lembo del vestito...o vuoi che ti prenda ancora in braccio?". "Stai scherzando? Non credo riusciresti!", puntualizzò sorridendo lei. Dopo che si erano salutati con un mezzo abbraccio, si sedettero frontalmente ed iniziarono a raccontare ognuno di sé. Lui poggiò il cappello sul tavolino. Il treno continuava la sua corsa in avanti, ma la loro era all'indietro. Ripercorsero molti ricordi. Mentre Mara parlava, Luca la guardava attentamente negli occhi, come rapito. Con le dita ad un tratto le sfiorò i lineamenti degli occhi. "Quanti segni ormai" sussurrò lei con aria dolcemente mesta. "Sei sempre bellissima" rispose Luca con sguardo estasiato. "Ti pareva! Il solito galante!".
Sembravano due adolescenti.
Una giovane mamma con un bimbo non poté non osservarli, restando incantata e pensando a quanto tutto ciò che il tempo scandisce sia relativo. Riuscirono a raccontare un po' delle loro storie. "Mi spiace Mara che tu non ti sia sposata. Io ho avuto 2 figlie e 4 nipoti. Una delle mie figlie vive a Rimini ed ha un problema di finanziamento. Ricordi la mia passione per gli studi di economia. Vado a vedere se posso aiutarla. Mia moglie non ha potuto accompagnarmi. Ha i suoi acciacchi". "Eh Luca, chi non li ha a quest'età". La fermata di Ancona era vicina. Luca si alzò e nello stesso istante Mara si sollevò dal sedile. "Aspetta ti aiuto!", gli fece alzando le braccia per raggiungere una ventiquattrore che aveva poggiato in alto. Di colpo si avvicinarono gli sguardi, gli occhi. Erano troppo vicini. La baciò. Fu un bacio intenso. Le labbra bruciavano di ricordi. Il fuoco di quel falò sembrava ardere tra i loro volti. Erano avvolti da fiamme lunghe, alte e pungenti. La giovane mamma rimase attonita. "Un applauso del pubblico pagante..." riecheggiava la canzone. "E con le mani amore, con le mani ti prenderò e nel mio cuore ti prenderò..."
Non volarono via. Il treno fermò ad Ancona. Lui scese con la borsa in una mano e nell'altra il cappello. Si fermò. Lentamente rindossó quell'enorme cappello nero. Lei lo guardò dal finestrino. Lui non si voltò. Nemmeno per un istante. Non poté farlo. Un bimbo gli corse incontro e si aggrappò alla gamba. "Nonno nonno dai non ti commuovere così! Quante lacrime! Piangi più di me di quando la mamma mi mette in punizione!"
"...così la donna cannone
quell'enorme mistero volò
tutta sola verso un cielo nero
nero s'incamminò,
tutti chiusero gli occhi
l'attimo esatto in cui sparì.
altri giurarono spergiurarono
che non erano mai stati lì...", continuavano le note.
Con quel vestito bianco, né da madre amante sposa... Mara gettò il suo cuore tra le stelle.
Elly
"Questa volta non é colpa mia se ti si strapperà qualche lembo del vestito...o vuoi che ti prenda ancora in braccio?". "Stai scherzando? Non credo riusciresti!", puntualizzò sorridendo lei. Dopo che si erano salutati con un mezzo abbraccio, si sedettero frontalmente ed iniziarono a raccontare ognuno di sé. Lui poggiò il cappello sul tavolino. Il treno continuava la sua corsa in avanti, ma la loro era all'indietro. Ripercorsero molti ricordi. Mentre Mara parlava, Luca la guardava attentamente negli occhi, come rapito. Con le dita ad un tratto le sfiorò i lineamenti degli occhi. "Quanti segni ormai" sussurrò lei con aria dolcemente mesta. "Sei sempre bellissima" rispose Luca con sguardo estasiato. "Ti pareva! Il solito galante!".
Sembravano due adolescenti.
Una giovane mamma con un bimbo non poté non osservarli, restando incantata e pensando a quanto tutto ciò che il tempo scandisce sia relativo. Riuscirono a raccontare un po' delle loro storie. "Mi spiace Mara che tu non ti sia sposata. Io ho avuto 2 figlie e 4 nipoti. Una delle mie figlie vive a Rimini ed ha un problema di finanziamento. Ricordi la mia passione per gli studi di economia. Vado a vedere se posso aiutarla. Mia moglie non ha potuto accompagnarmi. Ha i suoi acciacchi". "Eh Luca, chi non li ha a quest'età". La fermata di Ancona era vicina. Luca si alzò e nello stesso istante Mara si sollevò dal sedile. "Aspetta ti aiuto!", gli fece alzando le braccia per raggiungere una ventiquattrore che aveva poggiato in alto. Di colpo si avvicinarono gli sguardi, gli occhi. Erano troppo vicini. La baciò. Fu un bacio intenso. Le labbra bruciavano di ricordi. Il fuoco di quel falò sembrava ardere tra i loro volti. Erano avvolti da fiamme lunghe, alte e pungenti. La giovane mamma rimase attonita. "Un applauso del pubblico pagante..." riecheggiava la canzone. "E con le mani amore, con le mani ti prenderò e nel mio cuore ti prenderò..."
Non volarono via. Il treno fermò ad Ancona. Lui scese con la borsa in una mano e nell'altra il cappello. Si fermò. Lentamente rindossó quell'enorme cappello nero. Lei lo guardò dal finestrino. Lui non si voltò. Nemmeno per un istante. Non poté farlo. Un bimbo gli corse incontro e si aggrappò alla gamba. "Nonno nonno dai non ti commuovere così! Quante lacrime! Piangi più di me di quando la mamma mi mette in punizione!"
"...così la donna cannone
quell'enorme mistero volò
tutta sola verso un cielo nero
nero s'incamminò,
tutti chiusero gli occhi
l'attimo esatto in cui sparì.
altri giurarono spergiurarono
che non erano mai stati lì...", continuavano le note.
Con quel vestito bianco, né da madre amante sposa... Mara gettò il suo cuore tra le stelle.
Elly
N.b: la musica e le canzoni riescono ad arrivare fino al cuore.
https://m.youtube.com/watch?v=1UQgMe9DZhs
https://m.youtube.com/watch?v=1UQgMe9DZhs











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